Una svolta importante

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Nasce l’Albo professionale dei dottori Naturalisti

Oggi a Roma è stato siglato l’accordo tra gli Agrotecnici e Agrotecnici laureati, l’AIN (come principale associazione di categoria) e la FIBio. Trattasi di un accordo di collaborazione tra le parti:AIN e FIBio, seppur con autonome possibilità di iscrizione a di-versi altri Albi professionali,concordano nel far con-fluire i proprio Soci e per chi lo voglia anche i non Soci, nell’Albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati. 

Per le professionalità aggiunte all’Albo degli Agrotecnici dalla presenza dei laureati in SN e Biotecnologi,lo stesso Albo degli Agrotecnici si trasforma in un Albo multidisciplinare che spazia dall’Agricoltura, all’Ambiente all’Alimentazione. Ovviamente per ora sulla carta: le mansioni ordinistiche dell’Albo sono e rimangono quelle dettate per Decreto e presenti sul sito web degli Agrotecnici. alt

(nella foto ADN Kronos, da sinistra:la Vice Presi-dente AIN, il Presidente AIN, Il Presidente dell’Albo degli Agrotecnici dott. Orlandi, il Presidente della FIBio dott. Ruotolo) 

Con la scelta compiuta sia dall’A.I.N. che dalla F.I.Bio., si completa la trasformazione dell’Albo degli Agrotenici e degli Agrotecnici laureati ed è possibile affermare che nei fatti nasce ora l’Albo professionale dei “Colletti verdi”, un insieme di variegate professionalità per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente che spaziano trasversalmente a questi set-tori, perfettamente integrate nella moderna realtà economica. (dal Comunicato Stampa) 

La presenza numerosa di laureati in SN e Biotecnologi darà sicuramente impulso e nuova linfa. Energie sufficienti ad iniziare un cammino verso cambiamenti più radicali all’interno dell’Albo degli Agrotecnici. O almeno questo parrebbe di capire! 

Sicuramente questo primo passo è stato compiuto. La LAN ringrazia pubblicamente il Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati per aver permesso e per essersi prodigato in questa che è l’inizio di una rivoluzione nell’ordinistica stessa delle professioni. La LAN invita chiunque frequenti questo blog a pensare di presentare domanda di ammissione all’Esame di Stato per l’iscrizione all’Albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati. A tal proposito si ricorda che mancano pochissimi giorni alla chiusura delle iscrizioni: il 27 c.m. è l’ultimo giorno. L’esame è previsto a Novembre.

La LAN ricorda al Presidente Orlandi che è a sua disposizione nel suo piccolo, per qualsiasi cosa ritenga opportuno. 

La strada può essere impervia, tuttavia dopo decenni di immobilismo,qualcosa si muove: un piccolo passo per un gran bel traguardo!

(Pubblicato sul primo numero dell’Agrotecnico Naturalista il 01/07/2011)

 

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Biotecnologi naturalisti e agrotecnici, nasce albo dei 'colletti verdi'

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Possono iscriversi i laureati di ben sette classi di laurea.

Roma, 23 giu. (Labitalia) - Ai nastri di partenza l'albo dei 'colletti verdi', il primo albo interdisciplinare tra agrotecnici, biotecnologi e naturalisti. Fra il Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, l'Associazione italiana naturalisti e la Fibio (Federazione italiana dei biotecnologi) sono infatti stati siglati separati accordi di collaborazione in base al quale entrambe queste associazioni individuano come albo di riferimento quello degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e vi faranno confluire le iscrizioni dei propri associati in possesso di adeguato titolo di studio.

Al collegio degli Agrotecnici infatti possono iscriversi (oltreché i soggetti in possesso di un diploma universitario coerente ed i diplomati in agraria con un biennio di tirocinio) i laureati di ben sette classi di laurea: biotecnologie, scienze della pianificazione territoriale ed ambientale, ingegneria civile ed ambientale, scienze dell'economia e gestione aziendale, scienze e tecnologie agrarie e forestali, scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura, Scienze delle produzioni animali.

Già nel 2010 l'albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati si era imposto all'attenzione generale per essere diventato il primo del settore come numero di candidati agli esami abilitanti. Nel periodo 2005-2010, mentre gli albi concorrenti avevano visto le iscrizioni letteralmente crollare, anche di -60%, l'albo degli Agrotecnici aveva aumentato i propri candidati del 40%.

Il primo banco di prova per gli accordi sottoscritti è previsto in questi giorni, dal momento che è aperta la sessione 2011 degli esami di Stato abilitanti alla professione.

L'albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è parte integrante del sistema ordinistico nazionale e il suo presidente, Roberto Orlandi, è anche vice presidente del Comitato unitario dei professionisti) e dispone di una autonoma cassa di previdenza giudicata nel 2010 dal ministero del Lavoro la "migliore", cioè quella che non presenterà mai problemi futuri nel pagamento delle pensioni ed il cui saldo previdenziale sarà sempre positivo.

(tratto dal sito http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Professioni/Biotecnologi-naturalisti-e-agrotecnici-nasce-albo-dei-colletti-verdi_312164417707.html)

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Agrotecnici, biotecnologi e naturalisti: Arriva l’albo unico dei colletti verdi

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DI SIMONA D’ALESSIO

L’unione fa la forza .E, quindi, agrotecnici,biotecnologi e naturalisti scelgono di abbattere il loro «recinto»e, creato il primo albo interdisciplinare italiano, vi convoglieranno tutti gli iscritti. Una decisione che raggrupperà un ventaglio di professionalità impegnate nei settori dell’agricoltura, dell’ambiente e dell’alimentazione in attesa che, con un futuro intervento legislativo, si possano definire all’interno dei segmenti specifici. A presentare il debutto dell’albo dei «colletti verdi» sono stati ieri a Roma, nella sede del Cnel, il presidente del collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati Roberto Orlandi, i vertici dell’associazione italiana naturalisti Maurizio Conti e Domizia Donnini e il numero uno della federazione dei biotecnologi Gianluca Ruotolo.

Le categorie si fregiano di avere due caratteristiche non di poco conto, in questo periodo storico: le iscrizioni sono in aumento(nel periodo 2005-2010sono cresciuti di oltre il 40% gli abilitati a sostenere l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di agrotecnico), in controtendenza rispetto ad altri settori tecnici, e i giovani sono molto ben rappresentati, poiché la prima facoltà di scienze biotecnologiche è nata a Napoli nel 1995 e, oggi, chi ha terminato il percorso di studi ha fra i 23 e i 35 anni. Se la fetta meno consistente è quella dei naturalisti (400), gli agrotecnici sono pronti a superare gli attuali 15 mila, anche grazie alla prossima sessione d’esame (i cui termini scadono il 27 giugno e tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.agrotecnici.it), mentre ai 18 mila biotecnologi nel giro di quattro anni si aggiungeranno i colleghi usciti dagli atenei, per un totale di almeno 40 mila professionisti.

Mentre si pone la prima pietra per l’edificazione dell’albo comune, Orlandi evidenzia come il ministero del welfare abbia giudicato nel 2010 l’Enpaia, la cassa di previdenza autonoma di categoria, al riparo da problemi nell’erogazione delle future pensioni, e il cui saldo sarà sempre positivo; per questa ragione, dichiara, «per ora non ci avvarremo della possibilità di aumentare il contributo integrativo dal 2% al 5%, come stabilisce la legge Lo Presti», varata definitivamente dal parlamento (si veda ItaliaOggi del 16/06/2011). «Nel nostro comparto non si può dire che ci sono troppi professionisti, sostengo invece che ce ne sono troppo pochi ben preparati», osserva, facendo un esempio: «Se a qualcuno capita di aver bisogno di una ricerca fitoiatrica nel proprio giardino, non è in grado di trovare un esperto né via web né cercando sull’elenco telefonico. Al massimo», chiude Orlandi, «può avere fortuna attraverso il passaparola». Grande confusione, poi, regna nel campo delle biotecnologie, giacché  Ruotolo ci tiene a precisare che, malgrado ciò che la gente pensa, «non siamo impegnati soltanto a creare organismi geneticamente modificati, ma abbiamo molte altre competenze scientifiche».

 

(Tratto da PAGINA 34 DELLA RIVISTA ITALIA OGGI DEL venerdì 24 giugno 2011)

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A SEI MESI DALLA LAUREA POCHI SONO OCCUPATI NELLE AZIENDE

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di Manuela Pitterà

La Fibio sta analizzando i dati di un sondaggio dell'occupazione dei biotecnologi italiani realizzati nel 2011."Ad ottobre li renderemo pubblici ma posso già dire che la situazione non é migliorata rispetto al precedente sondaggio relativo al 2008 -afferma Crifó- i laureati hanno una buona percezione delle acquisite ma la maggioranza,se potesse tornare indietro,non si iscriverebbe più allo stesso corso di laurea. Poco meno della metà degli occupati, a 6 mesi dalla Laurea, svolge un dottorato, frequenta una Scuola di Specializzazione o ha un assegno di ricerca. Pochissimi sono quelli che lavorano in aziende private".Gli intervistati sono pessimisti quando si chiede loro come giudicano le prospettive di lavoro in Italia ma la situazione si ribalta quando vengono interrogati sulle opportunità di impiego all'estero. Nel nostro paese i biotecnologi sono penalizzati dalla inadeguatezza delle normative,oltre che dalla crisi economica,come sottolinea il Preside Piccialli: "L'Ateneo ha sentito la necessita di proporre delle nuove lauree per far fronte all'evoluzione della biologia ma le normative che regolano l'accesso al mondo del lavoro sono arrivate in ritardo. Per i nostri politici fino a qualche anno fa noi non esitavamo proprio,nonostante sfornassimo il fior fiore dei laureati". Per far fronte a queste carenze legislative si é molto attivato anche l'ex preside Marino: "Una delle mie preoccupazioni é stato istituire il coordinamento tra Presidi,Presidenti dei corsi di laurea di tutta Italia e delle associazioni di categoria. Molte delle istanze che sono state avanzate sono a buon punto".Marino precisa che i laureati incontrano difficoltà a trovare sbocco nel mondo del lavoro nonostante l'alta qualità della loro preparazione:"I nostro laureati hanno un ottimo bagaglio di conoscenze ma soffrono per il basso investimento nella ricerca e per la crisi che attanaglia le industrie. I singoli si salvano andando a lavorare all'estero ma nel frattempo la nostra penisola si impoverisce di persone valide. Gli altri paesi approfittano di questo grande capitale umano che viene disperso con grande insipienza delle autorità".Il sogno nel cassetto della maggior parte degli studenti é di dedicarsi alla ricerca in futuro. Al momento dell'immatricolazione già si immaginano in camicia bianco in un laboratorio di un ente pubblico o di un azienda privata. Poi,andando avanti con gli anni,la fiducia in un futuro lavorativo che combaci con i propri sogni si affievolisce e si dichiarano disposti a prendere anche altre strade professionali."Sono pronta a lavorare in qualunque campo. Anche a fare l'insegnante o entrare nei carabinieri"afferma Clara, iscritta a Biotecnologie Mediche."É inutile illudersi di diventare ricercatore in Italia. Ma si puó andare sempre fuori"commenta Alessandra, studentessa di Biotecnologie per la salute."Voglio fare ricerca. Non importa dove",esclama Michele che,ultimata la triennale, si é iscritto a due corsi singoli nel tentativo di alleggerire il primo anno della Specialistica che inizierà in Autunno. Viola ci tiene a sottolineare che "a scienze biotecnologiche si studia sul serio".La ragazza racconta di aver frequentato il primo anno a Chimica e di essersi poi trasferita pensando di andare incontro a studi un pó meno pesanti:"Non mi aspettavo che il carico di studio fosse anche superiore. Peró, almeno, le materie sono più varie e interessanti".

(tratto da http://www.youblisher.com/p/389425-ATENEAPOLI-n-09-2012/ pag 22 del numero di ateneapoli del 8/6/12)

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Equipollenza,specializzazioni e albo:l'accesso al mondo del lavoro per i biotecnologi.

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diManuela Pitterà 
Cosa posso fare con la mia laurea? Quali sono i vantaggi dell'equipollenza con biologia?perché non esiste un albo dei biotecnologi? Perché le specializzazioni mediche non prevedono retribuzione per i biotecnologi? Sono alcuni degli interrogativi degli studenti raccolti dalla sezione napoletana della federazione italiana dei biotecnologi (fibio) a cui si é cercato di dare risposta il 23 maggio scorso nella facoltà di scienze biotecnologiche. All'incontro sono intervenuti il Preside Gennaro Piccialli, il professore Emerito Gennaro Marino, la vicepresidente Fibio Ida Crifó e lo studente Maurizio Giordano. Molti sono i dubbi di Triennalisti e laureandi della Specialistica sulle trasformazioni in atto della normativa vigente che riguarda le loro possibilità di accedere al mondo del lavoro.Pochi,per esempio,sono gli studenti che hanno chiara l'importanza dell'equipollenza ai fini della partecipazione ai concorsi per accedere al sistema sanitario nazionale. La confusione nasce dal fatto che,dopo l'equipollenza delle lauree magistrali in Biotecnologie Mediche, Farmaceutiche e Veterinarie con la laurea in Biologia, la Gazzetta Ufficiale del 7 Aprile ha sancito anche quella con la Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie.La Fibio si é già attivata per far partire la richiesta ufficiale al MIUR per ottenere un ultimo decreto di equipollenza :quello per la Laurea Magistrale della classe LM-8. Un'altra novità per i laureati in Biotecnologie Mediche, Faramceutiche e Veterinarie é la possibilità di accedere a tutte le Scuole di Specializzazione aperte ai laureati in Biologia. Quindi anche a scuole fino ad oggi precluse come,ad esempio,quella di Genetica Medica. Buone notizie anche per i laureati in Biotecnologie Agrarie che potranno partecipare ai concorsi per la Scuola di Specializzazione in Scienze dell'Alimentazione. La Fibio é all'opera per ottenere simili risultati anche per i biotecnologi industriali. "Queste problematiche sono state in parte risolte-afferma la Crifó- c'è invece tanto da fare per ottenere l'accesso a tutte le classi di concorso per l'insegnamento a cui concorrono i biologi. Uno dei paradossi é che noi possiamo insegnare Scienze alle scuole Superiori ma non alla scuole Medie. Abbiamo inviato migliaia di mail a deputati e senatori ma il traguardo é ancora lungi dall'essere raggiunto."Un altro obiettivo della Fibio é consentire la partecipazione ai concorsi per la Polizia Scientifica,oltre a quello per i RIS:"I due Corpi dipendono da differenti Ministeri. Quello degli interni non ha ancora provveduto ad aggiornare la normativa verificando la congruità dei titoli",spiega la Crifó.Una richiesta sollevata dagli studenti riguarda la possibilità di essere equiparati ai laureati in Medicina nell'ottenimento di una borsa di studio durante gli anni della specializzazione. Alcuni come Clara, pensano di iscriversi a Nutrizione Umana:"Diventare una nutrizionista mi permetterà di crearmi un'attività indipendente .Dopo la triennale avrei voluto frequentare scienze della nutrizione ma mi é stato negato l'accesso perché avevo un curriculum farmaceutico. Ora conto sulla Specializzazione".Gli studenti hanno le idee differenti sulla opportunità di creare un albo dei biotecnologi.Ad alcuni non piace l'idea di iscriversi a quello dei biologi. Altri invece insistono sulla necessita di un unico Albo perché per far valere i propri interessi é indispensabile essere in tanti."In Italia ci sono circa 20mila biotecnologi e 19mila iscritti a Biotecnologie -sostiene Maurizio,uno dei soci più attivi della Fibio- Siamo in pochi per costruire un Albo ma tanti per ottenere risultati importanti. Dobbiamo tutti dare il nostro contributo perché tutti insieme possiamo fare molto".Secondo Maurizio, il fine dell'incontro era incoraggiare gli studenti. Le problematiche che ci riguardano oggi non sono le stesse di dieci anni fa.Alcuni problemi persistono,altri sono stati risolti grazie al dialogo tra le parti. Mi auguro che l'apertura in autunno della segreteria della Fibio in Facoltá aiuti a rafforzare il dialogo".La dottoressa Crifó, infine, invita gli studenti a sottoporre via mail i quesiti che non hanno trovato risposta durante l'incontro del 23:"Per curiosità e informazioni sui Corsi di laurea o sulle possibilità di occupazione nel campo delle biotecnologie possono scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. risponderó personalmente".

 

(tratto da http://www.youblisher.com/p/389425-ATENEAPOLI-n-09-2012/ pag 22 del numero di ateneapoli del 8/6/12)

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22 biotech del vecchio ordinamento possono iscriversi all’albo grazie a FIBio!!!

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L’organizzazione perfetta di FIBio e dei suoi legali ha permesso a 24 colleghi con laurea vecchio ordinamento di poter sostenere l’esame di stato per l’accesso all’ordine dei biologi alla prima sessione dell’anno 2012 presso La Sapienza di Roma. Cosa mai accaduta fino ad adesso!

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Fame Lab, il talent show della scienza

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In un epoca dove i talent show la fanno da padrona, anche la scienza ha il suo: FameLab,un evento che vede ragazzi di tutta Italia ed Europa sfidarsi a colpi di scienza! Approdato anche in Italia, Fame Lab come ogni talent show,fa confrontare i partecipanti con sfide di pochi minuti ove ciascun contendente racconta in maniera immediata e semplice un procedimento scientifico. Ovviamente, da buon talent, i partecipanti sono giudicati da una giuria di esperti provenienti dal mondo della scienza e della comunicazione (alla finale nazionale italiana c'erano un attore, un giornalista, un medico e un'astrofisica). La finale internazionale di Famelab si svolgerà a giugno durante il Cheltenham Science Festival, nel Regno Unito, alla presenza del pubblico in sala e in diretta sul web. Vincitore per l'Italia (che ci rappresenterà nella competizione europea) sarà Riccardo Guidi, biotecnologo bolognese, attualmente phD student. Ma la sottoscritta è riuscita, per Stabiachannel a coinvolgere in una breve intervista, una dei finalisti italiani, anche lei biotecnologa: Grazia Filippone.
 

"D-Ciao Grazia, innanzitutto complimenti per essere arrivata in finale. Raccontaci: come sei arrivata a Famelab?
 

R-Sicuramente per caso! Ho saputo di FameLab grazie a una mail inoltrata dal mio capo qualche giorno prima delle selezioni regionali. L'idea mi ha entusiasmata immediatamente..e così ho dato spazio alla fantasia....
 

D- in che cosa consisteva la tua presentazione?
 

R-Ci sono state 3 presentazioni diverse: per la prima selezione ho raccontato come avviene la sintesi proteica e grazie al macchinario trascrizionale che avevo costruito come semaforo sono stata ammessa alla gara regionale, per la quale ho parlato del danno al DNA a seguito dell'esposizione ai raggi UV. Questa prova ha permesso a me e al prof. molisano Olimpio Ritota di vincere la gara campana, con la possibilità di frequentare una masterclass a Perugia tenuta da esperti della comunicazione scientifica e di essere ammessi alla finale nazionale che si è tenuta a Perugia lo scorso 4 maggio, dove ho cercato di convincere tutti i presenti al teatro "Pavone" che il sorriso allunga la vita! 
 

D- Wow! La consideri quindi un'esperienza positiva?
 

R- E' stata un'esperienza meravigliosa! Mi ha dato l'opportunità di conoscere persone fantastiche, tutte appassionate di scienza....della scienza pura. Per la prima volta in Italia,oltre ai normali bombardamenti televisivi.... un talent show dedicato alla scienza, quella bella e interessante, che appassiona e affascina chi racconta e chi ascolta.... Senza libri, 3 minuti e tanto entusiasmo!
 

D- cosa consiglieresti a chi volesse partecipare il prossimo anno?
 

R- Beh....gli suggerirei di scegliere un tema interessante, piacevole, che abbia presa sulla gente..... di raccontarlo con semplicità e passione, mettendo in gioco tutto se stesso. Consiglierei di raccontare di questa esperienza a tutti, di far sapere a tutti che raccontare la scienza è bello e che davvero può essere accessibile a tutti!"
 

tratto dalla rubrica “Dal Mondo” della testata web stabiachannel
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Intervista al dottor Di Giacomo

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Come scritto su questa testata, s'è tenuto a Napoli il corso Napoli BioVenture nei giorni 17-19 maggio 2012, in via Pisanelli 8, nei pressi dell'Ospedale Incurabili di Napoli. Il corso ha avuto il patrocinio della camera di commercio di Napoli e aveva l'ambizioso obiettivo di formare gratuitamente 15 biotecnologi residenti nella provincia di Napoli con meno di 35 anni su come trasformare un idea in un vero e proprio progetto d'impresa. Visto l'entusiasmo che ha suscitato nei partecipanti, s'è pensato di intervistare l'ideatore di questo progetto: il dottore Michele Di Giacomo, responsabile mentoring per F.I.Bio.- Federazione Italiana dei Biotecnologi. E da giugno 2012 nuovo Segretario Nazionale F.I.Bio.
 

D: Dottor Di Giacomo, innanzitutto complimenti per la sua elezione a segretario Nazionale. la ringrazio per la disponibilità. Può spiegarci che cos'è il mentoring e a che cosa serve? R: FIBio Mentoring costituisce lo strumento attraverso il quale la F.I.Bio. - Federazione Italiana Biotecnologi informa e supporta i propri soci nell'avvio di attività di impresa e nelle successive fasi di sviluppo dell'attività imprenditoriale. Più di ogni altro settore, quello delle biotecnologie ha, infatti, la continua necessità di trasformare i risultati della ricerca in soluzioni tecnologiche applicative. Nell'ambito di tali iniziative, F.I.Bio. ha organizzato la tre giorni di "NapoliBioVenture" un innovativo corso di imprenditorialità nelle biotecnologie. Riservato ai giovani biotecnologi napoletani, con meno di 35 anni, sia laureati triennali, sia specialistici/magistrali, sia vecchio ordinamento NapoliBioVenture ha lo scopo di accrescere la professionalità dei partecipanti nei campi del trasferimento tecnologico e della creazione d'impresa nel campo delle biotecnologie.
 

D: Come si arriva ad organizzare un corso di formazione per i biotecnologi che vogliono fare impresa coinvolgendo la camera di commercio di Napoli e non facendo pagare alcuna tassa di iscrizione? 
 

R: F.I.Bio. ha beneficiato di un Contributo della Camera di Commercio di Napoli la quale si è così mostrata sensibile a problematiche funzionali alla promozione delle idee innovative e alla costituzione sul territorio napoletano di start-up nel settore biotecnologico. Tutto ciò per rincorrere alcuni ambiziosi obiettivi: contribuire ad abbattere la percentuale di disoccupazione intellettuale del Mezzogiorno, arginare la fuga di cervelli e promuovere un'economia research based competitiva su scala internazionale. Inoltre la F.I.Bio., come si evince dal nostro sito www.fibio.it, dispone di un gruppo dirigente e di collaboratori che, su base volontaria, apportano le loro competenze e la loro esperienza nell'organizzazione di tali importanti eventi. 
 

D: Prevede che tramite la F.I.Bio. possa essere possibile organizzare altri corsi simili in futuro? R:Sicuramente, visto il successo di pubblico e di interesse riscontrato, F.I.Bio intende replicare questa iniziativa nel prossimo futuro. In particolare, si sta già pensando di allargare l'orizzonte su un piano nazionale e di arricchire le possibilità di formazione e di incontro tra ricercatori biotecnologi ed investitori interessati ad investire sui giovani e sul merito.
 

Dottore, la ringrazio ancora per la sua disponibilità e speriamo di poter parlare presto in futuro di nuove possibilità di formazione per i giovani in tale senso.
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Ottenuta la seconda equipollenza tra biotecnologie e biologia

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Dopo l’equipollenza delle lauree biotecnologie mediche, farmaceutiche e veterinarie alle lauree in biologia ora è il turno delle lauree in biotecnologie agrarie.

Infatti l’equipollenza,ai fini della partecipazione ai concorsi nell’SSN, tra le Lauree in biotecnologie agrarie delle classi 7/S (o LM-7) e la Laurea in Biologia  (Classe 6/ o LM-6) è divenuta realtà con la pubblicazione del  Decreto Interministeriale 11 novembre 2011 pubblicato in GU il 7 aprile 2012.

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Rettifica all'equipollenza tra biotecnologi LM-9 e biologi

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Cari soci,

Come promesso la FIBio ha ottenuto la rettifica al decreto di equipollenza tra LM-6 ed LM-9 che riportava un mero errore di trascrizione.Infatti al posto di BIO/19 c'era scritto BIO/09.  Il MIUR sotto sollecito della Federazione ha provveduto ha inviare la errata corrige ed il comunicato di correzione è stato pubblicato in gazzetta ufficiale  il 17/12/2011.
Quindi alla luce della correzione (e come sempre abbiamo sostenuto) i 60 CFU sono da considerare nei settori da BIO/01 a BIO/19.  
Tenendo conto che  in tale conteggio si considerano sia gli esami della triennale che quelli della specialistica/magistrale, praticamente tutti hanno tale requisito. 
Saluti.

 

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