Nuovo corso organizzato dalla F.I.Bio.

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Oltre la nutrizione: le biotecnologie, l'alimentazione ed il benessere.

19 aprile 2013, 8.30-18.30

Napoli

Per informazioni inviare una mail all'indirizzo indicato in locandina

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Il TAR sancisce la vittoria della F.I.Bio.

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L’accesso all’esame di stato diventa realtà

Il TAR Lazio sezione Terza, il 22 gennaio 2013 ha notificato la sentenza numero 00739/2013 con la quale sancisce l’accesso all’esame di stato per i Biotecnologi laureatisi col Vecchio Ordinamento che hanno fatto il ricorso difesi dalla FIBio.

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Roma, imcontro sullo stato dell'arte delle biotecnologie

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Presso la sede del MIUR il 16 gennaio c’è stato un l’incontro dal titolo: “Biotecnologie: un modello di collaborazione tra formazione universitaria e mondo del lavoro”. L’organizzazione dello stesso è stato a cura del Consiglio Universitario Nazionale (CUN). Sono intervenuti: Sergio Ferrari, Preside della Conferenza dei Presidi e Presidenti dei Corsi di Laurea in Biotecnologie, il prof. Fabio Naro, Segretario CUN, Arnaldo D’amico, di “Repubblica”, il professore Tommaso Russo dell’Università Federico Secondo di Napoli, la dott.ssa Rita Fucci, il dottore Alberto Spanò del CSS,il prof Giovanni Antonini, presidente del CBUI, Gianluca Ruotolo, presidente FIBio e Simone Maccaferri per ANBI.

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Sintesi della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni

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Alle ore 9,00 del 14.12.2007 si è tenuta una riunione tra il Preside ed alcuni componenti del Consiglio di Facoltà e le dott.sse Crifò (Presidente della FiBio) e Peluso in rappresentanza della Federazione Italiana dei Biotecnologi (FiBio). Il Prof. Marino ricorda che in data 29 novembre 2007 ha trasmesso le proposte di ordinamento ai portatori di interessi. La dott.ssa Crifò espone i pareri espressi da una commissione del Direttivo della FiBio. Per i CdS di primo livello (Biotecnologie per la Salute, Biotecnologie biomolecolari ed Industriali, Biotecnologie Alimentari ed Agroambientali) esprime, nel complesso, un giudizio favorevole apprezzando le modifiche effettuate tese sia alla riduzione del numero di esami che alla riorganizzazione dei SSD presenti nei CdS. Si suggerisce alla Facoltà, di predisporre un adeguato numero di CFU relativamente a stages e tirocinii. Relativamente ai CdS di secondo Livello (Biotecnologie Mediche, Biotecnologie del Farmaco, Biotecnologie Biomolecolari ed Industriali, Biotecnologie Alimentari ed Agroambientali), analogamente esprime un parere favorevole. Si suggerisce, inoltre, l'inserimento di un insegnamento per la gestione dell'informazione e la comunicazione e l'inserimento di un adeguato numero di CFU relativamente alle attività formative con un elevato contenuto pratico-sperimentale. Il Preside ringrazia ed assicura la FiBio di tenere in conto i suggerimenti esposti al momento della formulazione dei regolamenti didattici.

 

TRATTO DA: https://ateneo.cineca.it/off270/web/corso_2011.php?id_corso=1297919&anno=2011&ambiente=offf

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Esame stato biotecnologi vecchio ordinamento

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Cari biotecnologi laureati con il Vecchio Ordinamento,
La FIBio, come promesso, ha deciso di presentare nuovamente un ricorso collettivo per l’accesso all’esame di stato per l’albo dei biologi. Il ricorso è solo per i soci FIBio.
Invitiamo, quindi, chi è interessato a mandare una mail da qui entro e non oltre il 10 Marzo 2012 indicando: Nome, cognome, codice fiscale ed allegando una fotocopia fronte/retro di un documento di riconoscimento in corso di validità. Attenzione se non si arriva ad un numero superiore ai 30 interessati non se ne fa nulla!

Per tutti coloro che hanno bisogno di ulteriori spiegazioni possono contattare il presidente della FIBio Gianluca Ruotolo da questo form.
Fiduciosi di una larga partecipazione aspettiamo le vostre adesioni entro il 10 marzo.
Un caro saluto.

 

 

(TRATTO DA:  http://www.molecularlab.it/forum/pop_printer_friendly.asp?TOPIC_ID=25898)

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LBC per la Federazione Italiana Biotecnologi

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FIBio Mentoring è l’iniziativa costituita per supportare tutte le attività promosse dalla Federazione Italiana Biotecnologi nel campo del trasferimento tecnologico e costituisce lo strumento attraverso il quale FIBio informa e supporta i propri soci nell’avvio di attività di impresa e nelle successive fasi di sviluppo dell’attività imprenditoriale. Nella sezione del nuovo sito www.fibio.it F.I.Bio. Mentoring, è possibile trovare una selezione di bandi di finanziamento per la costituzione d’imprese spin-off e start up nel campo delle biotecnologie e di bandi per finanziare le attività di ricerca e sviluppo per le aziende biotecnologiche. Inoltre, F.I.Bio. Mentoring offre notizie sempre aggiornate e documenti utili per accrescere la cultura imprenditoriale nel campo delle biotecnologie.
Per facilitare l’accesso dei propri soci ad iniziative di trasferimento tecnologico, la F.I.Bio. ha stipulato una convenzione con la società di consulenza Leonardo Business Consulting. LBC infatti segnala costantemente a F.I.Bio. bandi di finanziamento, tender e opportunità di business nel settore biotecnologico. Su queste opportunità, provvederà ad offrire condizioni agevolate per i soci F.I.Bio. che volessero servirsi dei servizi di consulenza da essa forniti per l’inizio e il prosieguo delle attività imprenditoriali.

Fonte:  http://www.leonardobc.com/2012/02/lbc-per-la-federazione-italiana-biotecnologi/

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I primi Laureati

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"Con una laurea in biotech si può andare lontano"

 

Michele Di Giacomo vanta la matricola n.001 del corso di Laurea in biotecnologie agro-alimentari."Dieci anni fa le Biotecnologie erano ancora sconosciute ed io e i miei colleghi eravamo animati da uno spirito pioneristico e spinti da un entusiasmo che ci faceva sentire artefici e protagonisti di un momento irripetibile per le scienze della vita".Michele,29 anni,si è laureato nel 2001 con una tesi sui marcatori di espressione in patata e poi ha vinto una borsa di studio presso l'allora Ente Tabacchi Italiani presso le Università di Roma 3 e di Napoli."in seguito sono passato a lavorare al centro ricerche BAT di Napoli su un progetto finalizzato a tentare di ridurre le sostanze rischiose sviluppatesi durante la fermentazione del tabacco".Oggi è ricercatore a Lucca presso la MST (Manifatture Sigaro Toscano) e si occupa di due progetti di riconversione di alcuni zuccherifici in centrali a biomassa nell'isola di Giava ed in Perù."Il lavoro in azienda mi ha spinto ad approfondire le mie conoscenze economiche-afferma Di Giacomo che si è anche aggiudicato una borsa di studio per frequentare l'MBA (Master in business administration) alla University of Malta a Roma-Consiglio ai miei colleghi più giovani che vogliano proseguire nel privato la propria carriera di approfondire le conoscenze economiche,magari con il Master in Biotech Management offerto dalla Facoltà. Esorto i più giovani ad affrontare le difficoltà con slancio appassionato perchè con una laurea in biotech in tasca si può andare veramente lontano".

Alla matricola n.004 corrisponde il nome Alessandra Rinaldi che racconta: "Il corso di Biotecnologia della fermentazione tenuto dal professor Marino mi ha illuminato su cosa poteva essere il mio futuro".Alessandra si è avvalsa del progetto Erasmus per svolgere una tesi a Bordeaux sulla fermentazione dei mosti d'uva. Di lì la passione è continuata ad ora ha dei contratti di collaborazione con il professor Luigi Moio, docente di Enologia alla Federico II."Mi piace applicare le tecnologie tradizionali alla ricerca – spiega -sono di Benevento e mi sono specializzata sui processi produttivi dell'Aglianico".Più recente ma altrettanto meritevole l'excursus post-universitario di Vittorio D'Urso,25 anni,laureatosi lo scorso luglio e vincitore di una borsa di studio negli Stati Uniti per collaborare con il professor Antonio Giordano,docente dell'Università di Siena e direttore Scientifico del CROM, il Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano inaugurato a fine gennaio ."Purtroppo manca un riconoscimento legale della nostra figura professionale, non esiste un albo, ragion per cui ci è precluso l'accesso a molti concorsi",si lamenta Vittorio che ora sta svolgendo un tirocinio nel laboratorio di Biologia Cellulare e Modelli Preclini del Pascale . "La figura del biotecnologo non è conosciuta-interviene Valentina Scala, 24 anni, laureanda che spera di poter continuare gli studi con un dottorato o un corso di Specializzazione - A dicembre è stata costituita la Fibio, un'associazione nazionale per far conoscere la specificità del biotecnologo, un professionista che ha competenze in parte sovrapponibili a quelle dei laureati in Medicina e Biologia e, proprio per questo,una grande versatilità che gli permette di occuparsi di un ampio spettro di ricerche". Dottoranda in Biotecnologie Industriali è, invece, Maria Giunana, 25 anni ,laureanda nel 2004. Per il suo futuro non progetta castelli in aria:"La situazione lavorativa non è facile ma io ho tenacia e non mi arrendo – afferma -Forse farò la ballerina. Ma sarò una ballerina acculturata! All'università si guadagna poco ed io voglio essere indipendente"."La carriera universitaria non è la mia prima ambizione -concorda Valentina Rippa, 24 anni, anche lei dottoranda in Biotecnologie Industriali - Mi piacerebbe lavorare in un'azienda all'estero perchè la ricerca in Italia non offre molte opportunità".Più misurato il parere di chi,come Cinzia Faraco, è già ricercatrice. Dopo la laurea in Chimica ed un dottorando in Chimica Biologica, la giovanissima docente insegna oggi a Biotecnologie Industriali: "Il punto di forza di questo corso di Laurea è la multidisciplinarietà- sottolinea - riassume in sè aspetti scientifico-tecnologici ed aspetti industriali,consentendo l'utilizzo di enzimi e microrganismi per ottenere prodotti e servizi in svariati settori".Anche la professoressa Faraco, però,conosce bene la difficoltà di inserimento di una figura professionale cosi complessa nel mondo lavorativo del sud-Italia.

"Si viene scoraggiati dall'esiguità degli investimenti ma è la passione che ci spinge ad andare avanti", suggerisce Alessandra Rinaldi." Dobbiamo essere propositivi,abbiamo l'onere di tutelare le biodiversità e di informare l'opinione pubblica" afferma con vigore Giosuè Scognamiglio,rappresentante degli studenti in Consiglio di Ateneo. "Sono pienamente soddisfatta della facoltà, mi ci riscriverei - afferma Ida Crifò, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà - ma è vero,sussiste il problema di divulgare le Biotecnologie, farne capire l'importanza delle possibili applicazioni. Per far fronte a questi ad altri problemi abbiamo fondato la federazione Italiana dei Biotecnologi".

(consultabile al link )

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Equipollenza fra biologi e biotecnologi: adesso c'e'

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Il risultato raggiunto dopo anni di lavoro da parte della F.I.Bio.- Federazione Italiana dei Biotecnologi. 

 

Il 5 dicembre 2011 è una data storica per i laureati in biotecnologie: l'equipollenza, la condizione in base alla quale si riconosce a lauree diverse conoscenze di base equivalenti, permettendo quindi di non essere esclusi a priori da concorsi del Servizio Sanitario Nazionale, è realtà. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto Interministeriale recante la seguente dicitura:

" Vista la richiesta del Presidente Nazionale e del Segretario Nazionale della Federazione Italiana Biotecnologi - F.I.Bio, datata 8 ottobre 2009, prot. S 004/09, di equipollenza delle lauree specialistiche e magistrali in Biotecnologie (classi 7/S, 8/S e 9/S ora LM-7, LM-8 e LM-9) con la laurea specialistica della classe 6/S e magistrale della classe LM-6, ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi; Visto il parere espresso dal Consiglio Universitario Nazionale nell'adunanza del 12 gennaio 2011; 

Decreta:
Art.1 
Le lauree specialistiche afferenti alla classe 9/S Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche e le lauree magistrali afferenti alla classe LM-9 Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche, conferite dalle Università statali e non statali abilitate a rilasciare titoli aventi valore legale, sono equipollenti, rispettivamente, alle lauree specialistiche afferenti alla classe 6/S Biologia e alle lauree magistrali afferenti alla classe LM-6 Biologia, rilasciate dalle predette istituzioni, limitatamente ai concorsi pubblici in ambito medico-sanitario, in base ai requisiti stabiliti dall'art. 2." 

Ciò è motivo di soddisfazione per tutti i laureati in biotecnologie, in particolare per la F.I.Bio, associazione che si è battuta dalla sua nascita affinchè questo traguardo non fosse più utopia, partendo dall' 8 ottobre 2009, quando la Federazione compì il primo atto in tale senso, facendo richiesta ufficiale al MIUR di equipollenza ex-lege tra le Lauree in Biotecnologie e quella in Biologia. "L'essere stati i primi ad annunciare quest'importante traguardo - spiega il principale fautore di questo successo, il Presidente FIBio, Dr. G. Ruotolo - dimostra l'impegno e lo zelo con cui pedissequamente abbiamo seguito tutto l'iter di questa questione che segna il solco per l'accesso ai concorsi pubblici per i profili dirigenziali e non di area medico-sanitaria, per i quali i laureati in biotecnologie hanno tutte le conoscenze e competenze per poter essere valutati nell'ambito del concorso stesso". 

 

Roberta Ferraris

Fonte: rubrica “Dal Mondo” consultabile al link http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=28035 

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Aumentano i contributi INPS a scapito delle borse di studio

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La Federazione Italiana dei Biotecnologi denuncia la riduzione delle borse di studio e degli assegni di ricerca a seguito dell’incremento dei contributi previdenziali. La Finanziaria 2007, in linea con le precedenti, ha considerevolmente aumentato i contributi previdenziali destinati al fondo per i lavoratori precari che va sotto il nome di "gestione separata". A questo fondo afferiscono anche i contributi dei borsisti e dei dottorandi di ricerca che hanno visto cosi’ ridursi di alcune decine di euro il loro reddito netto mensile. In questo modo lo Stato reperisce le risorse necessarie per estendere ai lavoratori atipici le tutele gia’ previste per gli altri rapporti di lavoro subordinato, quali ad esempio i congedi parentali. La FIBio, seppur daccordo con provvedimenti che aumentano i diritti dei precari della ricerca, trova immorale che tali provvedimenti si traducano in una riduzione delle borse gia’ troppo esigue. Il presidente di FIBio Ida Crifo’ fa notare che “le borse di studio per un dottorando di ricerca sono in media attorno agli 850 euro mensili” e pertanto denuncia che “ulteriori riduzioni renderanno’ ancor piu’ difficile fare ricerca in Italia”. Luca Cozzuto, membro del direttivo, aggiunge che “questa riduzione sara’ sentita soprattutto dai Biotecnologi in quanto impegnati per la maggior parte in attivita’ di ricerca in qualita’ di dottorandi, specializzandi e contrattisti a tempo determinato e quindi retribuiti con stipendi molto esigui”. “Temiamo” aggiunge “che questa ulteriore mancanza di attenzione per il mondo della ricerca sottragga ulteriori energie a questo settore, strategico per lo sviluppo del Paese e che aumenti ancora di più la fuga di cervelli”. La Fibio chiede quindi all’attuale Governo, che aveva tra i suoi obiettivi il rilancio della ricerca in Italia, di porre rimedio a questa incresciosa situazione con provvedimenti che incrementino le borse di studio e che rendano la ricerca un lavoro meno precario. Comunicato stampa 15/03/2007
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Biotecnologie: il laboratorio non è l'unico lavoro possibile

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Seconda edizione di Università e impresa. Innovazione e imprenditorialità nel mondo delle biotecnologie. Una giornata di promozione e divulgazione,organizzata l'11 ottobre scorso presso la Tensostruttura del Policlinico, che ha richiamato l'attenzione di un modesto numero di futuri biotecnologi in dubbio sulle opportunità che può offrire il mondo del lavoro. Il tema centrale della giornata è proprio il connubio tra università e impresa."Un iniziativa di grande importanza-spiega l'ex rappresentante degli studenti, neo laureata, Ida Crifò, responsabile del progetto "Biotecnologie-Università e impresa" e Presidente dell'Associazione italiana Biotecnologi che abbiamo realizzato grazie ai fondi che l'Ateneo Federico II mette a disposizione per le attività culturali degli studenti. Una giornata che ha lo scopo di far comprendere ai laureandi in Biotecnologie che rimanere al banco di lavoro, in laboratorio, non è l'unico sbocco occupazionale. Devono, piuttosto guardare sempre più ai contatti con le aziende del settore...Purtroppo,la figura del biotecnologo non ha alcun riconoscimento dal punto di vista legislativo anche se in questo senso,ci sono stati recenti miglioramenti. Dal 12 settembre, infatti, i laureati in Biotecnologie della Salute possono esercitare la professione di informatore scientifico del farmaco e questo è un altro importante sbocco lavorativo ".Ad aprire il dibattito, il prof. Franco Salvatore, presidente del corso di laurea in Biotecnologie per la Salute. "Terrei subito a sottolineare -ha specificato in apertura Salvatore -la differenza che esiste tra Biotecnologie e Biologia o Biologia avanzata. La Biotecnologia è un uso progettuale dei sistemi biologici per ottenere beni e servizi .Ma non solo. E' una scienza costituita da un vasto numero di discipline che attendono all'utilizzo della Biologia Avanzata attraverso l'uso dei saperi che spaziano dall'economia,al diritto all'etica. Dunque,i biotecnologi hanno la possibilità di lavorare,oltre che in laboratorio in settori legati al Diritto o all'Economia".Un ponte tra Università e Impresa è quello che occorre creare secondo Daniele Silvestro,vicepresidente Fibio(federazione italiana dei biotecnologi). Tradurre un'idea in impresa:è questo il problema principale di un giovane ricercatore. Già durante il lavoro di tesi,gli studenti possono sviluppare idee che vadano al di là dello studio che stanno svolgendo ,ma non sanno assolutamente come trasformare in progetti pratici. Il nostro obiettivo è costruire una società di consulenza per aiutare i giovani nella realizzazione dei loro progetti...".A ciò,sono seguite esperienze pratiche grazie al contributo di specialisti della ricerca e della gestione dell'impresa,come quella del dott. Giorgio Fassina,della Xeptagen,che ha proposto una relazione sulle Nanotecnologie e la diagnostica oncologica e quella del dott. Enrico Bucci, coordinatore scientifico del BioIndustry park del Canavese, un parco scientifico ad orientamento industriale e biotecnologico,con sede ad Ivrea."Come convertire il valore della ricerca dal livello accademico a quello commerciale?-ha chiesto Bucci , focalizzando l'attenzione della platea - Come si trasforma un'idea in progetto?direi,prima di tutto,che la tipologia di ricerca più vicina all'università è quella pre-clinica. Stabilita,subito dopo,la proprietà della ricerca(spesso il ricercatore non si rende conto che la proprietà intellettuale è la sua),come si fa poi a passare da una ricerca di base a quella applicata?L'obiettivo è brevettare il prima possibile".Successivamente,si avverte il problema dei fondi."Da chi posso avere i soldi per far partire tutto?Da enti quali la Regione Campania e l'Unione Europea,ma sicuramente non è la soluzione ottimale. Il BioIndustry Park ha radunato tanti piccoli investitori della zona...dunque,non è vero che si avverte una mancanza di capitali,piuttosto mancano organizzazione e gestione di capitale".Il connubio tra Università e Impresa. Secondo Bucci,"l'università ha forti resistenze a collaborare con l'industria per varie motivazioni,prima di tutto non vuole sostenere costi ,nemmeno quelli iniziali,e poi c'è il problema delle pubblicazioni,oltre all'attitudine generale a non credere all'industria".In ogni caso,"la forza dell'idea è quella che conta,l'Università non può dare lavoro a tutti,è dunque arrivato il momento di chiedersi se quello che abbiamo pensato si può raccontare a qualcuno e trasformarlo in progetto."Bucci risveglia la speranza in tanti laureandi che lo ascoltano interessati. Presente anche il dott. Andrea Ponari,del CE.IN.GE. con una relazione sul ruolo dei centri di ricerca nel sistema innovativo nazionale."Innovare è una delle esigenze principali -dice Ponari – Investimenti e innovazione nascono dalla necessità di competere a livello globale. E costituire un'impresa biotecnologica significa correre un elevato rischio imprenditoriale,investire sul capitale umano e ottimizzare le risorse finanziarie...".Soddisfazione per questa seconda edizione di Università e Impresa da parte degli organizzatori."Iniziative come queste servono a far comprendere ai ragazzi i diversi modi in cui possono spendere il proprio titolo di laurea- dice la Crifò -gli studenti che hanno partecipato erano molto interessati" Maddalena Esposito fonte http://www.ateneapoli.it/archivio.asp num 17 del 26 ottobre 2007 pag 19)
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