La laurea triennale di primo livello (L-) dà diritto alla qualifica accademica di dottore. I laureati del nuovo ordinamento con laurea specialistica (LS) hanno titolo di laureato specialista e qualifica di Dottore Magistrale. I laureati dell’ordinamento magistrale (LM- ) hanno titolo di Laureato Magistrale e qualifica di Dottore Magistrale.

Sì. Grazie a F.I.Bio. dal 3 Agosto del 2007 i biotecnologi in possesso di laurea triennale possono fare gli informatori scientifici del farmaco ai sensi del D.M. 03/08/2007 (vedi pagina legislazione) a condizione che abbiano superato gli esami di farmacologia, patologia, tossicologia,chimica  farmaceutica  e  tossicologica,  tecnologia  e  legislazione farmaceutica [questa è una conquista FIBio].

Si. Il laureato quinquennale in biotecnologie con laurea della classe 9/s o laurea magistrale LM-9 o laurea vecchio ordinamento in biotecnologie ad indirizzo medico, farmaceutico e veterinario può fare l' informatore scientifico del farmaco ai sensi del D.M. 3/08/2007 [questa è una conquista di F.I.Bio.].

Sì. Il laureato triennale può svolgere il ruolo di tecnico di laboratorio nei laboratori di analisi del settore agro-alimentare, ambientale, della ricerca e dell’industria del farmaco.

No. Il laureato triennale non può fare il tecnico di laboratorio biomedico cioè no può essere assunto come tecnico nei laboratori di analisi cliniche pubblici e privati (convenzionati o non con il sistema sanitario nazionale) poiché per tale professione è richiesta la laurea triennale in Tecnico di Laboratorio Biosanitario rilasciata dalle Facoltà di Medicina.  Nemmeno l’iscrizione all’albo dei Biologi sez. B risolve il problema. Tra gli obiettivi della F.I.Bio. vi è la risoluzione di questo problema. Nel frattempo si consiglia ai biotecnologi che vogliono intraprendere questa carriera di conseguire la laurea triennale in Tecnico di Laboratorio Biosanitario,visto che alcuni esami del corso di studi non devono essere sostenuti. Per saperne di più, si consiglia di rivolgersi alle segreterie di questo corso di laurea per confrontare i piani di studio.Il laureato triennale in biotecnologie (classe di laurea L-2 ex L-1) può iscriversi, previo superamento dell'ESAME di STATO ai seguenti ordini:

-Ordine Nazionale dei Biologi nella Sez. B (BIOLOGO JUNIOR)

-Ordine Nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali nella sezione B (Agronomo junior).

-Albo dei Periti agrari.

-Collegio nazionale Agrotecnico ed Agrotecnico Laureato, previo periodo di praticantato, come spiegato nel Regolamento per lo svolgimento dei tirocini e della pratica professionale e per il riconoscimento dell’attività tecnica subordinata, consultabile dal sito www.agrotecnici.it.

Sono molteplici e svariate. Si coniglia di consultare il seguente link http://www.agrotecnici.it/competenze.htm

Poiché è un albo multidisciplinare, alcune facoltà permettono anche di svolgere questo semestre prima del conseguimento della laurea, (in coincidenza col periodo di tirocinio di tesi) direttamente nel corso di studi universitario, ponendo però come condizione che sia stipulata una convenzione fra l’Università ed il Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati. Per le facoltà di biotecnologie, le università che hanno stipulato tale convenzione sono: la SCUOLA UNIVERSITARIA PER LE BIOTECNOLOGIE di TORINO, l’interfacoltà di biotecnologie dell’ UNIVERSITA’ DEL PIEMONTE ORIENTALE di Alessandria, il corso di laurea di biotecnologie dell’ Università degli Studi di PADOVA,  le classi di laurea L-2 "Biotecnologie" e Classe 1 "Biotecnologie Agro-Industriali" dell’ Università degli Studi di VERONA, Classe L-2 “Biotecnologie”(corso interfacoltà) dell’Università degli Studi di UDINE, L-2 "Biotecnologia" (Interfacoltà) dell’ Università degli Studi di BOLOGNA, le interfacoltà Classe 1 “Biotecnologie” e Classe L-2 "Biotecnologie" dell’ Università degli Studi di FERRARA, le interfacoltà Classe 1 “Biotecnologie” (CV AGRARIO) e Classe L-2 "Biotecnologie"(CV AGRARIO) dell’ Università degli Studi di PERUGIA, la classe 1 “Biotecnologie Agrarie ed Industriali” (Interfacoltà) della facoltà di Agraria di VITERBO, la  Classe L-2 "Biotecnologie” della facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di TERAMO, la Classe L-2 "Biotecnologie” dell’università del Salento (Lecce), la Classe 1 “Biotecnologie” (Interfacoltà) della facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Sassari. Se siete iscritti a tali corsi di laurea e volete sostenere l’esame di stato, rivolgetevi alle segreterie di tali facoltà dopo aver consultato il sito www.agrotecnici.it o aver inviato una mail con tale quesito all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Per tutti gli altri laureati triennali in biotecnologie interessati, occorre conseguire il tirocinio presso un professionista come praticantato.

-Il laureato specialista o magistrale in biotecnologie di qualsiasi indirizzo può iscriversi all'Ordine Nazionale dei Biologi nella Sez. A (BIOLOGO SENIOR) 

-Il laureato specialista o magistrale in biotecnologie agrarie (LM-7 ex 7/s) può iscriversi all'Ordine Nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali nella sezione A (agronomo senior).

-Il laureato in biotecnologie vecchio ordinamento (ante DM 509/99)può accedere all'esame di stato per l'accesso all'ordine dei biologi/agronomi ai sensi della CM prot.2100 del 6 giugno 2012 (vedi pagina legislazione di questo sito) [questa è una conquista FIBio]

NO. L’iscrizione ad un ordine non i impedisce l’iscrizione ad ulteriori ordini a patto che gli esami di stato siano sotenuti in sessioni diverse.

Sì. Ai sensi del D.M. 9 Luglio 2009 le lauree quinquennali in biotecnologie conseguite ai sensi dell’ordinamento previgente al D.M. 509/99 (cioè quelle del vecchio ordinamento) sono equiparate alle lauree specialistiche ai fini dei pubblici concorsi (Vedi pagina legislazione di questo sito).

Si, grazie alla F.I.Bio. la laurea magistrale o specialistica in biotecnologie mediche, farmaceutiche o veterinarie (LM-9 ex 9/s ) è equipollente alla laurea specialistica e magistrale in biologia (LM-6 ex 6/S ) ai fini dei concorsi pubblici in ambito medico-sanitario ai sensi del Decreto Interministeriale (da qui indicati come D.I.) 28 giugno 2011 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2011)[questa è una conquista FIBio].

Inoltre sempre grazie a F.I.Bio. la laurea in biotecnologie agrarie (LM-7 ex 7/S) è equipollente alla laurea specialistica e magistrale in biologia (LM-6 ex 6/S ) ai fini dei concorsi pubblici in ambito medico-sanitario, ai sensi del D.I.11 novembre 2011 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 aprile 2012. Attualmente, solo la laurea in biotecnologie industriali (LM-8 ex 8/S) NON E’ equipollente a quella in biologia. La  F.I.Bio. sta lavorando per ottenere quest’ ulteriore equipollenza.

Sì. Il laureato quinquennale in biotecnologie (qualsiasi indirizzo) può insegnare nella scuola superiore per la classe di insegnamento A-50 ex A060 (scienze naturali, chimica, biologia e microbiologia negli istituti superiori). In più il laureato quinquennale in biotecnologie agrarie (LM-7 ex 7/S)  e industriali (LM-8 ex 8/S)  ed il laureato V.O. (vecchio ordinamento) degli stessi indirizzi può insegnare per la classe A-31 ex A057 (scienza degli alimenti) nella scuola superiore. Il laureato quinquennale del vecchio ordinamento in biotecnologie agrarie ai sensi dell'equipollenza del 2005 con la laurea in scienza e tecnologie agrarie può insegnare per le classi A-34 (ex A012,A013, A076) scienze e tecnologie chimiche nella scuola superiore, A-60 (ex A033) tecnologie nelle scuole medie, A-52 (ex A074) scienze e tecnologie delle produzioni animali nella scuola superiore, A-51 (ex A058) scienze tecnologie e tecniche agrarie nella scuola superiore. Inoltre il laureati della classe LM-9 (con le relative restrizioni di esami sostenut.  Vedere Tabella ministeriale) possono insegnare nella classe A-15 (ex A040 e A02) Discipline sanitarie nella scuola superiore. Tutto ciò è stato possibile grazie a 10 anni di lotte della FIBio (vedi in home page del sito tutte le tappe fatte per arrivare a ciò).

Sì. Per fare il nutrizionista bisogna possedere una laurea quinquennale (magistrale o specialistica) in biotecnologie ed essere iscritti alla sez. A dell’albo dei Biologi previo superamento dell’esame di stato. Il laureato triennale non può svolgere l’attività di Biologo nutrizionista.

Sì. I laureati quinquennali in biotecnologie (qualsiasi indirizzo) possono partecipare ai concorsi per i ruoli tecnico-logistici dei Carabinieri (reparti investigazioni scientifiche) come è possibile vedere anche dai bandi pubblicati sul sito dell’Arma dei Carabinieri http://www.carabinieri.it/Internet/ [questa è una conquista FIBio]

Il laureato in biotecnologie può fare i concorsi per la Marina Militare?

Sì. I laureati quinquennali in biotecnologie (qualsiasi indirizzo), laddove è richiesta espressamente la laurea specialistica (classi 7/S, 8/S e 9/S o LM-07, LM-08 ed LM-09), possono partecipare a questi concorsi. Per questi concorsi inoltre il più delle volte è richiesta l’iscrizione all’Albo dei biologi.

Nonostante che ai sensi dell’art. 2 del Decreto del Ministro dell'Interno del 6 febbraio 2004 per l'accesso ai ruoli di Direttori Tecnici della Polizia di Stato è richiesta la Laurea in Biologia (classe LM-6 ex 6/S ), a partire dal bando di concorso del 14/05/2015 tra le lauree dionee a partecipare a tali ruoli figurano tutte le lauree in biotecnologie (LM-7, LM-8, LM-9).Questo grazie alle richieste continue della F.I.Bio. al Ministero dell’Interno, dal 2010 al 2014 .

Si. Il laureato quinquennale in biotecnologie mediche, farmaceutiche e veterinarie (classe LM-9 ex 9/S ) può partecipare ai concorsi per l’accesso a tutte le scuole di specializzazione a cui può partecipare il laureato in Biologia (Classe 6 o LM-6); il laureato in biotecnologie agrarie (classe LM-7 ex 7/S) può partecipare ai concorsi per l'accesso alle scuole di specializzazione in scienza dell'alimentazione.(circolare ministeriale 15/02/2011 prot.n. 315); il laureato in biotecnologie industriali (LM-8 ex 8/S) può partecipare ai concorsi per l'accesso alle scuole di specializzazione in biochimica clinica e microbiologia e virologia (circolare ministeriale prot. n. 24460 del 24/11/2013).[questa è una conquista FIBio].

Per essere titolari di una parafarmacia ai sensi del art.5 comma 2 della legge 4 agosto 2006 n°248 bisogna essere laureati in farmacia ed essere iscritti all'albo. Quanto meno dice tale legge che: " La vendita di cui al comma 1 e' consentita durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale e deve essere effettuata nell'ambito di un apposito reparto, alla presenza e con l'assistenza personale e diretta al cliente di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritto al relativo ordine. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci”.
Per cui un biotecnologo può essere proprietario di una parafarmacia (in quanto attiene la proprietà) oppure lavorare come dipendente ma sempre in presenza di un farmacista abilitato ed iscritto all'ordine.

Si. Il biotecnologo laureato quinquennale e con inscrizione alla’albo dei biologi può essere assunto ai sensi dell’Art. 31 del DPR 328/01 come collaboratore biologo all’interno dei laboratori di analisi cliniche convenzionati o meno con l’SSN. In tal senso si è espresso, sotto richiesta della FIBio, anche l’Ordine Nazionale dei Biologi nelle note prot. 94/09/pc del 31/03/2009 e prot. 272/09/pc del 26/10/2009.

Tutto ciò fatto salvo quanto previsto dalla legislazione regionale della regione in cui è presente il laboratorio in quanto ai sensi dell’art.3 comma secondo della Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 "Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione" la tutela della salute è materia concorrente tra le Regioni e lo Stato e quindi le regioni possono regolamentare in materia di laboratori di analisi. Tali regolamenti regionali (di solito sotto forma di delibere) sono reperibili alla sezione legislazione regionale del sito www.onb.it

Dipende dalla regione di appartenenza. In alcune regioni oltre alla laurea ed all’iscrizione alla sez. A dell’albo dei biologi è richiesta anche la scuola di specializzazione. Tali regolamenti regionali (di solito sotto forma di delibere) sono reperibili alla sezione legislazione regionale del sito www.onb.it

Dipende dai requisiti richiesti dal bando del concorso: l’aver conseguito dottorati di ricerca e scuole di specializzazione danno al candidato punti in più ai fini del concorso stesso (circolare del 27 dicembre 2000 e legge Brunetta Schema dlgs attuazione legge 15/2009 Cdm 9.10.2009).

Si. Ai sensi della Legge 148/2011, le cui direttive entrano in vigore dall’Agosto 2012, anche l’Ordine dei Giornalisti è stato investito dalla “Riforma degli Albi Professionali”. Ai sensi di tale riforma, un aspirante giornalista pubblicista per poter sostenere l’esame di stato, deve essere in possesso di un QUALSIASI titolo di studio TRIENNALE (eccezion fatta per le lauree in Lettere e Giornalismo, requisiti base per i giornalisti professionisti) ed aver svolto un tirocinio retribuito finalizzato al conseguimento dell’esame di stato presso una testata registrata (cartacea o web) non inferiore ai 18 mesi. Pertanto i biotecnologi in possesso di laurea triennale L-1 ed L-02, e di conseguenza tutti i biotecnologi in possesso di laurea specialistica, possiedono i requisiti per poter aspirare a tale carriera.

Si, grazie alla F.I.Bio. La laurea in biotecnologie agrarie è equipollente alla laurea in scienze e tecnologie agrarie,ai fini dell’ammissione ai concorsi pubblici ai sensi del D.M. 26 aprile 2005 rettifica del M.13 Ottobre 2004 (vedi pagina legislazione in questo sito) [questa è una conquista FIBio]

La Federazione Italiana dei Biotecnologi (F.I.Bio) nasce dall’esigenza di un riconoscimento legale ed istituzionale della figura del biotecnologo e della sua professionalità in uno Stato che si mostra poco attento alle innovazioni ed alle problematiche ad esse connesse.L’idea di dare vita ad una associazione di biotecnologi nacque quando i primi laureati in biotecnologie si confrontarono col mondo del lavoro incontrando enormi difficoltà.
L’omissione della loro figura professionale dalla quasi totalità dei concorsi pubblici e privati, la mancanza di un ordine garante della loro professionalità ed i pregiudizi dell’opinione pubblica circa le biotecnologie creò un contesto non facile per il loro inserimento. Ancora oggi la maggioranza dei biotecnologi non ha un accesso agevole al mondo del lavoro ed è impegnata soprattutto in ambito universitario spesso senza garanzie e con un diffuso precariato.
Perciò la F.I.Bio. si proporne di tutelare gli interessi dei biotecnologi facendosi portavoce delle loro istanze alle autorità competenti per risolvere i problemi degli sbocchi professionali.

-Permettere ai biotecnologi del vecchio ordinamento di sostenere l’Esame di Stato per l’accesso alla sez. A dell’albo dei biologi e/o agronomi.

-Estendere ai biotecnologi la possibilità di sostenere l’Esame di Stato per le professioni di chimico e tecnologo alimentare.

-Estendere ai biotecnologi la possibilità di partecipare ai concorsi che danno accesso alle scuole di specializzazione di area medica.

-Inserire nel Servizio Sanitario Nazionale la figura del dirigente biotecnologo.

-Inserire la laurea in biotecnologie tra quelle idonee ad espletare la professione di tecnico di laboratorio biomedico.

-Permettere ai biotecnologi di poter accedere ai concorsi per i ruoli tecnici della Polizia Scientifica.

-Aprire ai biotecnologi altre classi di insegnamento nelle scuole secondarie. -Permettere ai biotecnologi di poter essere assunti come esperti farmaceutici e farmaco-tossicologici nelle aziende farmaceutiche.

-Estendere l’equipollenza della laurea in biologia (classe 6/S o LM-06) anche ai biotecnologi agroalimentari e industriali (classi 7/S e 8/S o LM-07, LM-08 ).

-Inserimento della figura del biotecnologo tra quelle idonee per la professione dell’informatore scientifico del farmaco. OBBIETTIVO RAGGIUNTO CON IL DECRETO 3/08/2007 (Gazzetta Ufficiale serie generale n.198, di lunedì 27 agosto)

-Inserimento della laurea in biotecnologie tra quelle che danno accesso alle scuole di specializzazione di area medica (microbiologia e virologia; biochimica clinica; patologia clinica; scienza dell'alimentazione; farmacologia medica).

-Equipollenza, ai fini dei pubblici concorsi, tra la laurea in biotecnologie agrarie e quella in scienze e tecnologie agrarie. OBIETTIVO RAGGIUNTO CON IL DECRETO 26 aprile 2005 (Gazzetta Ufficiale N. 153 del 04 Luglio 2005).

-Inserimento delle lauree in biotecnologie tra i titoli idonei per la partecipazione ai concorsi nei RIS dei Carabinieri.-Accordo con gli agrotecnici per nuove opportunità lavorative per i biotecnologi (vedi faq precedenti)

-L’equipollenza tra Laurea in biotecnologie (classe LM-9) e la Laurea in Biologia (Classe LM-6) (vedi faq precedenti).

Esistono 3 tipi di socio: ordinario, sostenitore ed affiliato.

Alla F.I.Bio possono iscriversi come soci ordinari:

- i possessori di laurea (triennale) in biotecnologie (classe 1 o L-02).

- i possessori di laurea magistrale (quinquennale) in biotecnologie di qualsiasi indirizzo (classi 7/S, 8/S e 9/S o LM-07, LM-08 ed LM-09).

- i possessori di laurea quinquennale vecchio ordinamento (quinquennale) in biotecnologie di qualsiasi indirizzo.

- i possessori di dottorato di ricerca in biotecnologie.

- i possessori di specializzazione in ambito biotecnologico.

- coloro che operino o abbiano operato professionalmente in ambito biotecnologico, inclusi docenti universitari nell’ambito delle biotecnologie.

come soci sostenitori:

- chiunque sia iscritto a corsi di laurea triennale in biotecnologie (classe L2 ex classe1) e non abbia ancora conseguito la laurea triennale.

come soci affliati:

- i cittadini di ambo i sessi e di qualsiasi nazionalità NON IN POSSESSO DI UN TITOLO DI STUDIO IN BIOTECNOLOGIE NE’ CHE LAVORANO NELLE BIOTECNOLOGIE, ma che condividono le finalità dell’associazione, promuovono e sostengono attività di informazione alle biotecnologie.

-Socio ordinario:

Iscriversi è facile, basta versare la quota associativa annuale di 30 euro (valida dal 1 Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno) al coordinatore della propria regione o mediante bonifico, vaglia o  bollettino postale sul conto corrente dell’associazione.

Dopo aver versato la quota associativa bisogna iscriversi compilando in tutte le sue parti il modulo di richiesta di iscrizione a F.I.Bio. presente on line al link iscriviti del sito www.biotecnologi.it

Entro 15 giorni da tale operazione riceverete una password ed una username che vi consentiranno di visitare l’area privata del sito. Il socio ordinario gode di tutti i diritti incluso quello di voto e può ricoprire cariche associative elettive nei tempi e modi riportati dal regolamento associativo.

-Socio sostenitore:

Per i soci sostenitori la quota annuale è di 10 euro. La procedura di iscrizione è identica a quella dei soci ordinari.Il socio sostenitore gode di tutti i diritti tranne quello di voto e non può ricoprire cariche associative elettive né può usufruire di eventuali incentivi riguardanti la partecipazione ai corsi di aggiornamento professionale.

-Socio affiliato:

Per il socio affliliato la quota annuale è libera. La procedura di iscrizione è identica a quella dei soci ordinari.Il socio affiliato partecipa alla vita associativa ma non han diritto di voto.

I vantaggi per tutti i soci, la cui iscrizione vale per un intero anno solare, sono:

-Aggiornamenti quindicinali dei concorsi pubblici aperti ai biotecnologi e delle offerte lavorative, sia di enti pubblici che privati, aperte ai biotecnologi al fine di rendere più facile ai soci F.I.Bio. l’ingresso nel mondo del lavoro. Ai soci viene recapitata una mail ogni 15 giorni che avverte della presenza delle offerte di lavoro nell’area privata del sito.-Monitoraggio dei biotecnologi F.I.Bio. al fine di produrre un network in cui sia possibile scambiare informazioni tra le persone.

-Organizzare di convegni a livello nazionale sulle biotecnologie per promuovere la cultura biotecnologica all’interno del mondo scientifico e per accrescere la visibilità della figura del biotecnologo mostrandone le varie competenze. La partecipazione dei soci è gratuita.

-Organizzazione di corsi di aggiornamento su tematiche di interesse biotecnologico, tenuti da esperti delle discipline, la cui partecipazione è gratuita per i soci.

-Convenzioni con enti quali librerie, cinema, case editrici, che permettono uno sconto per i soci F.I.Bio.

F.I.Bio. è rappresentata e guidata da un direttivo nazionale. Tutti i membri del direttivo e dei probiviri sono eletti dall'assemblea dei soci secondo le modalità riportate nel Regolamento. Inoltre la F.I.Bio. è presente a livello locale con la figura dei coordinatori regionali , i responsabili delle relazioni con i soci e delle iniziative a livello locale (come l'Assemblea Regionale, Il Direttivo Regionale, il Presidente Regionale). Bastano 10 soci per creare una sezione regionale che elegga il suo coordinatore. La sezione regionale ha diritto ad almeno il 30% della quota di iscrizione dei soci iscritti in quella regione.

Il Direttivo Nazionale è l’organo deliberante composto da 10 membri ed è eletto dai soci tutti, fatta eccezione per i soci affiliati e sostenitori, con voto a maggioranza semplice. Il Direttivo dura in carica due anni. Può essere eletto al Direttivo ogni socio ordinario che sia stato iscritto per almeno un anno (una volta) all’associazione e che non sia socio anche di altre associazioni aventi gli stessi aventi gli stessi fini. L’assemblea dei Probiviri è il principale organo disciplinare e di controllo dell'Associazione. E' costituito da cinque membri eletti dall'Assemblea Nazionale, tra i soci esclusivi di F.I.Bio, che restano in carica due anni. All’interno dell’assemblea dei Probiviri viene eletto il Presidente. L’assemblea dei Probiviri disciplina le controversie tra gli organi sociali, tra i soci e tra questi e gli organi sociali; delibera sulla corretta applicazione dello Statuto e degli eventuali Regolamenti; può nominare, quale strumento di controllo, un Revisore per la verifica della contabilità e del Bilancio.Il Direttivo Regionale è composto da cinque membri tra i quali viene eletto un Presidente. Il Direttivo Regionale cura gli elenchi dei soci e i rapporti con gli associati della Regione; attua i programmi di attività approvati dalla Assemblea Regionale; attua le disposizioni del Direttivo Nazionale; provvede agli atti di ordinaria amministrazione; approva un Bilancio della Sezione da inviare, con i giustificativi di spesa, al Direttivo Nazionale per l'approvazione e l'integrazione nel Bilancio dell'Associazione. Il Presidente Regionale rappresenta la propria Sezione, convoca e presiede l'Assemblea Regionale e il Direttivo Regionale ed è unico referente e responsabile per le attività della Sezione. Il presidente regionale può essere eletto per un massimo di due mandati consecutivi.Vai all'organigramma

Hai una domanda che non è presente nelle FAQ e che vorresti porre alla F.I.Bio.?Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo., otterrai una risposta entro due giorni lavorativi.

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